Che cos'è il morbo di Crohn?

Il morbo di Crohn (MC) è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) che può interessare l'intero apparato digerente, dalla bocca all'ano. Nella maggior parte dei casi, ne sono colpiti la parte finale dell'intestino tenue (ileo) e il tratto dell'intestino crasso chiamato colon.

Nei tratti intestinali interessati, l'infiammazione può estendersi a tutti gli strati della parete intestinale, che risulta qui fortemente ispessita e colonizzata da cellule infiammatorie.

Le normali funzioni dell'apparato digerente (vedere sopra) sono compromesse dall'infiammazione cronica. Di conseguenza, viene alterato l'assorbimento di acqua, minerali e altri importanti nutrienti alimentari. I sintomi dipendono da vari fattori, quali:

  • sito di manifestazione nell'apparato digerente
  • estensione e grado di gravità della malattia
  • presenza di patologie concomitanti
  • presenza di complicanze, quali restringimenti (stenosi), fistole e/o ascessi (accumuli purulenti).

All'inizio della malattia si manifestano generalmente solo sintomi aspecifici, quali dolori addominali e diarrea. Questi sintomi iniziali possono insorgere anche in caso di infiammazione del cieco, malattie intestinali infettive, sindrome dell'intestino irritabile oppure colite ulcerosa. Sono tuttavia soprattutto la permanenza dei sintomi e l'esito di specifici accertamenti ad indurre il sospetto di morbo di Crohn.

Frequenza

In Svizzera, il morbo di Crohn e la colite ulcerosa sono le malattie infiammatorie croniche intestinali più diffuse. Complessivamente, soffrono di MICI più di 40.000 persone.

Dove posso ottenere consigli e aiuto?

  • Le persone interessate dalla malattia che condividono la sua stessa sorte sono numerose. Come paziente, cerchi  contatto con un gruppo di auto-aiuto. Troverà interlocutori comprensivi anche nella sua fascia d'età.

Qui potete trovare maggiori informazioni sul gruppo di auto-aiuto Crohn Colitis Svizzera:

Negli ultimi anni, i ricercatori sono riusciti a fare più chiarezza sui processi che intervengono nelle malattie infiammatorie croniche intestinali. Solo sulla base di queste conoscenze è stato possibile sviluppare medicamenti in grado di disattivare in modo mirato i mediatori che controllano i processi infiammatori.

Il tessuto intestinale normale presenta numerose cellule del sistema immunitario che proteggono l'organismo da sostanze estranee. In condizioni normali, nell'organismo è presente un'immunotolleranza verso gli antigeni endogeni (soprattutto anche i componenti della flora intestinale), ovvero uno stato in cui il sistema immunitario non reagisce contro questi antigeni.

Nelle malattie infiammatorie croniche intestinali, come il morbo di Crohn, questo equilibrio è notevolmente alterato. Nella mucosa intestinale si trovano numerose immunocellule, ad es. globuli bianchi (linfociti T, linfociti B) e cellule fagocitarie (dette fagociti, ad es. monociti e macrofagi). Le immunocellule utilizzano i mediatori, ad es. le citochine, per lo scambio reciproco di segnali. Questi mediatori si legano a proteine specifiche, in gergo tecnico recettori, presenti sulla superficie delle cellule, attivando diverse reazioni cellulari. Possono svolgere un'azione pro-infiammatoria, ma anche antinfiammatoria.

L'infiammazione cronica nell'intestino è un processo complesso e complicato. Numerose cellule immunitarie e infiammatorie, tra cui i mediatori, concorrono all'infiammazione intestinale. Una volta che la superficie intestinale è stata attaccata, batteri, virus e altri patogeni possono farsi strada attraverso la parete intestinale. Se il sistema immunitario è integro, l'organismo combatte l'infiammazione e l'intestino può rigenerarsi. Un sistema immunitario "compromesso", invece, non è più in grado di svolgere questa funzione; una volta avviati, processi di varia natura si susseguono a cascata e si automantengono.

Il fattore di necrosi tumorale alfa (TNFα), l'interleuchina 1 e l'interleuchina 6 sono i principali mediatori che intensificano la reazione infiammatoria nel morbo di Crohn. Nei pazienti con morbo di Crohn è possibile rilevare elevate concentrazioni di TNFα nei tratti intestinali infiammati e nelle feci. Questo riscontro dimostra come questo mediatore si formi e svolga la propria attività soprattutto nelle immediate vicinanze della zona colpita dalla malattia.

Il morbo di Crohn può interessare l'intero apparato digerente, dalla bocca all'ano, riducendone la funzionalità. Spesso, l'infiammazione colpisce contemporaneamente due o più parti del tratto gastrointestinale. Una caratteristica del morbo di Crohn è l'alternanza di tratti sani e tratti ammalati di intestino. Si verifica tipicamente un'infiammazione aspecifica che si estende a tutta la parete intestinale e che, nello stadio avanzato della malattia, porta all'ispessimento e all'irrigidimento della parete intestinale. Di conseguenza, possono verificarsi restringimenti, stenosi e aderenze delle anse intestinali con formazione di ulcerazioni. Parte dei pazienti sviluppa delle cosiddette fistole, che sono collegamenti innaturali tra cavità corporee, organi o pelle.

CH-NON-00028; Creato 09/2019

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